Abbà – Il Blog di Martina Castellarin

Il blog dal titolo “Abbà”, un appellativo – traducibile come “papà” – usato in ambito giudaico antico per rivolgersi in maniera informale al padre, è un progetto digitale nato per ispirare ed incoraggiare la vita spirituale delle persone, attraverso scritti e articoli che sappiano parlare di Dio al cuore della gente. Desidero mostrare il volto di Dio come un Padre pieno di misericordia, che “è di sostegno al misero e al povero nella sua angoscia”. Un Padre, che sa attendere con infinita pazienza il ritorno del figlio; un Padre, che desidera ricongiungersi con l’umanità, benché, nella sua somma giustizia, lasci a ciascuno la libertà di allontanarsi da Lui.

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In questo cammino di fede, ci viene incontro Maria, ella ci è sostegno e guida poiché ha aderito totalmente alla volontà di Dio ed è stata la prima a portare Cristo nel cuore, ancor prima che nella carne. Alla scuola di Maria, potremo cogliere nell’animo quello che gli occhi e la mente non riescono da soli a percepire, né possono contenere.
Come quando una madre sente crescere dentro di sé il dono di un figlio che ancora non può vedere, la fede ci chiede di accogliere la vita pur senza tutto comprendere.
Maria accompagnò il cammino del Figlio sino ai piedi della croce, è stata testimone e protagonista della missione salvifica di Gesù, e sostenne gli Apostoli nell’ora dello smarrimento sino all’esultanza della risurrezione. Mai come in Maria, rifulsero tutte quelle qualità e virtù umane che la resero Madre di bontà e di speranza ed esempio perfetto di carità e zelo verso il prossimo.

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Cardine della mia spiritualità, è la devozione a Gesù Eucaristico, modello di mitezza, silenzio e umiltà. Egli c’invita a praticare queste disposizioni interiori nel quotidiano, trasformando la nostra vita, a poco a poco, in una preghiera d’adorazione continua, seppure nel mezzo delle inevitabili contraddizioni, distrazioni e infedeltà. Attualmente, il Santissimo Sacramento versa in uno stato d’abbandono, le parole dell’Apostolo Giovanni, riecheggiano questa triste realtà: “Venne tra la sua gente, ma i suoi non l’hanno accolto”. Ricordiamoci, che Dio è realmente presente nel corpo Eucaristico e rimane in ciascuna chiesa, come un prigioniero d’amore, in attesa di un nostro incontro personale con Lui.

Unitamente, mi lascio guidare dalla Parola di Dio attraverso la lettura della Bibbia, meditandola più col cuore che con la mente, convinta che le parole dei profeti, la sapienza dei Salmi e la testimonianza del Nuovo Testamento, offrano per l’uomo d’oggi una scialuppa di salvataggio dai numerosi disinganni dell’era moderna, che presenta i traguardi dell’affermazione personale, della gloria e del potere temporale come fonti privilegiate di felicità umana, lasciando, spesso, coloro che non ne beneficiano, in una condizione di emarginazione sociale e profondo sconforto morale.

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I miei propositi di preghiera hanno tre snodi fondamentali

Per tutte quelle donne che, vedendosi affievolire la fiamma della speranza, hanno intrapreso il difficile cammino di “non chiamare alla vita il proprio figlio”, ricorrendo all’aborto volontario, il quale, si rivela spesso come un’esperienza dolorosa, vissuta nella segretezza e nella vergogna ed affonda le sue radici in un terreno di conflitti, paure e solitudine. Possa la Misericordia di Dio avvolgere il loro cuore, mendicare ciascuna ferita e restituire loro la pace. Il salmo 139, ci invita ad innalzare un inno di ringraziamento per ogni creatura custodita nel pensiero di Dio:
“Sei tu che mi hai creato e mi hai tessuto nel seno di mia madre. Ti lodo perché mi hai fatto come un prodigio, sono stupende le tue opere, tu mi conosci fino in fondo”.

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Per le vocazioni sacerdotali, affinché i nostri giovani possano comprendere la bellezza che li attende quando il Signore li chiama alla sua intimità, per costituirli testimoni del suo Amore. Abbiamo bisogno di sacerdoti dal cuore grande come il cuore di Cristo; di preti profeti, forti, umili, che non si scandalizzano di nessuna miseria umana. Preti limpidi, che portino il Vangelo stampato nella loro vita più che nelle loro parole. Preti appassionati dei giovani, dei poveri, degli ultimi, capaci di tenerezza e di misericordia per tutte le disperazioni del mondo di oggi. Sacerdoti pieni di Spirito Santo, che sappiano riconoscere nei volti di chi li interpella, il mistero Eucaristico palesarsi di fronte ai loro occhi e rimangano in adorazione di quel Dio racchiuso nel cuore di ogni uomo che incontreranno.

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Per la moltitudine delle genti in esilio dalla loro patria che, dopo aver compiuto un viaggio della speranza, sopportando paura, incertezza e umiliazione, al fine di raggiungere un luogo di sicurezza e di speranza, approdano nella nostra terra.
Con Papa Francesco, mi unisco a questa esortazione:
“Come Tu non hai abbandonato il tuo Figlio quando fu condotto in un luogo sicuro da Maria e Giuseppe, così ora sii vicino a questi tuoi figli e figlie attraverso la nostra tenerezza e protezione. Ispira tutti noi, nazioni, comunità e singoli individui, a riconoscere che quanti raggiungono le nostre coste, sono nostri fratelli e sorelle. Aiutaci a condividere con loro le benedizioni che abbiamo ricevuto dalle tue mani e riconoscere che insieme, come un’unica famiglia umana, siamo tutti migranti, viaggiatori di speranza verso di Te, che sei la nostra vera casa, là dove ogni lacrima sarà tersa, dove saremo nella pace, al sicuro nel tuo abbraccio”.

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Infine, per tutti coloro che stanno gradatamente perdendo la speranza, per chi si sente escluso dal contesto sociale ed ha smesso di lottare, per tutti quegli uomini e donne che sognavano un futuro colmo di attese e si ritrovano delusi ed amareggiati, fungendo da comparsa nella storia della propria vita, desidero portare una parola di speranza affidandomi alle parole del profeta Isaia, il quale per bocca di Dio esclama:

  “Voglio sanarlo, guidarlo e offrirgli consolazioni, poiché io sono anche con gli oppressi e gli umiliati, per ravvivare lo spirito degli umili e rianimare il cuore degli oppressi.”

Se è vero, come diceva Pascal che, “nel cuore di ogni uomo c’è un vuoto che ha la forma di Dio”, lasciamo che il balsamo della consolazione cristiana soccorra ogni nostra necessità, per saper raggiungere, in seguito, tutti coloro che hanno ancora fame e sete di giustizia e sono alla ricerca della verità che non tramonta.

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